Mah, sarà assurdo, ma in questo periodo mentre navigavo all’interno del sito Efp ho trovato alcune storielle amatoriali molto simpatiche. Le ho trovate godibili da leggere. Oddio, non erano opere letterarie di famosi scrittori, ma erano semplici e dirette.
Con dirette mi riferisco ch’erano schiette senza giri di parole (cosa che trovo pesante), dove tu (lettore) capivi l’evolversi della storia.
Buono. Era da tempo che non mi divertivo a leggere delle fanfiction, anche se ho trovato qualche storia con termini, che io definito pomposi. Bé il termine è errato, dovrei dire altisonati.
Infatti, la protagonista della storia si esprime con termini alquanto ricercati, come ad esempio nefasto.
Nefasto. Uhm, che bel termine non so perché ho in mente un romanzo dell’Epoca Vittoriana. Mah, la mia mente alcune volte viaggia troppo.
Comunque, alcune volte gli scrittori amatoriali utilizzano questi termini in modo spropositato, credendo di abbellire la loro storia.
Un modo, a mio parere, di rendersi superiori. Alcune volte l’utilizzo di questi termini, ormai in disuso, è anche indice d’ignoranza.
Ne è la prova di alcuni concorrenti del Realty Grande Fratello. Oh, mamma che gruppo d’ignoranti! Mi vien voglia di entrere nello schermo e di prenderli a randellate. Ma esso ci fa vedere il grado culturale in cui verge la nostra società.
Esseri pomposi che si riempiono la bocca di parole altisonti, che infin dei conti non sanno neanche il significato.
Che tristezza. Che sapore amaro in bocca.
Le braccia ti cadono, quando senti una persona, che si dichiara laureata, non sapere il termine favella. Anche un bimbo di cinque anni lo sa. Oddio, cinque è esagerato, ma un bimbo di terza elementare ne è a conoscenza.
Pazienza. L’ignoranza dilaga da tutte le parti.
Che depressione.
Sapete che faccio? Vado a prepararmi una mega cioccolata calda grondante di panna. Si dice che sia un buon rimedio casalingo contro la depressione.
Notte e alla prossima pazzia.
Baci.