Epifania – tutte le feste si porta via…

Bé, il titolo dice tutto. Oggi è il 6 gennaio e con mio sommo piacere, ma non di molti, oggi terminano le festività natalizie.

La grande carrellata di buffate finisce oggi. Finalmente direi. Ma terminano anche le due ore di lavoro extra…questo punto mi rende euforica.

Oggi chiacchierando con una mia cliente, sul fatto delle festività, lei affermava, con molta tristezza: “Che tristezza! Le festività sono terminate. Son finite le preparazioni di portate, di regali e le grandi dormite”.

Io lì, per lì sono rimasta basita, ma poi con un sorriso “molto” tirato ho detto:“Bé, per chi sta a casa e non fa nulla è logico che sia amareggiato con la fine delle festività. Ma per chi lavora come me, non tanto…anzi sono una benedizione”.

Lei ha sgranato gli occhi come se io avessi detto una bestemmia, ma io sorridendo ho continuato:“Oddio, anch’io amo le festività, ma sorbirmi le continue lamentele dei clienti non è certo piacevole…fidati”.

Lei mi ha guardato sempre allibita. Ma pazienza, era una di quelle clienti che sio girano i pollici tutti i giorni. Per fortuna da oggi riavrò le mie domeniche di riposo. Ho dormito poco in questi giorni.

In questi giorni i due distributori di quotidiani hanno deciso, con la mia grande felicità (ironia), di raddoppiare il fornito. Che meraviglia alzarsi all’alba con due occhiaie degne di “Elle” di “Death Note”. Sembravo un orso, neanche tre caffé riuscivano a destarmi…povera me.

Ma da oggi tutto termina…che fortuna!

Non vedo l’ora che arrivi la domenica, voglio dormire…fino alle nove del mattino. Mi vengon le lacrime al solo pensiero.

Ma ora vado, devo preparare ancora il bollettino per domani…che stress.

Un bacio.

Published in: on January 6, 2010 at 7:47 pm  Leave a Comment  
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Cenere e carbone.

A cosa fan pensare questi due termini? Ebbene, a una persona che la notte a cavallo tra il 5 gennaio e il 6, fa visita ai bimbi  regalando loro leccornie.

Chi è costei?

La Befana.

La Befana, corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa, è una tipica figura del folklore di alcune parti d’Italia centrale appenninica, diffusasi in tutta Italia. Appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie. [cit. Wikipedia]

La sua figura va anche ricercata anche nelle tradizioni agrarie pagane dove, la gente festeggiava la fine dell’anno e la rinascita di uno nuovo. Per questo lei ha le sembianze di una vecchia che, rappresenta appunto la fine dell’ anno vecchio.

In molti paesi del Nord Europa, ma anche in alcune ragioni d’Italia, vi è la consuetudine di bruciare un fantoccio con le sue sembianze, appunto a simboleggiare la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo.

Lei è una strega, ma a dispetto delle sue colleghe, è buona d’animo. Di fatti, è dispensatrice di doni, sotto forma di dolciumi e frutta secca che lasciava nelle calze dei bambini buoni.

Invece ai cattivi donava loro cenere e carbone. Simboli appunto dell’animo sporco.

Oh, bé, è molto probabile che la mia calza questa notte sarà ricolma di carbone e cenere.

Molte sono le filastrocche popolari che la riguardano, ma io ne cito due, molto simili:

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!

La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana
Viva, Viva La Befana! 

Molto simili.

Ora si va a nanna e spero che la mia calza non sia vuota.

Notte.

Published in: on January 5, 2010 at 8:26 pm  Leave a Comment  
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